SABATO 21 GENNAIO ORE 11,00

SALA CONSIGLIARE

 

IL MICROCREDITO

Il microcredito è uno strumento finanziario che ha lo scopo di rispondere alle esigenze di inclusione finanziaria di coloro che presentano difficoltà di accesso al credito tradizionale. Non si tratta semplicemente di un prestito di piccolo importo, ma di un’offerta integrata di servizi finanziari e non finanziari. Ciò che contraddistingue il microcredito dal credito ordinario è l’attenzione alla persona, che si manifesta con l’accoglienza, l’ascolto e il sostegno ai beneficiari dalla fase pre-erogazione a quella post-erogazione, nonché la particolare attenzione alla validità e sostenibilità del progetto. 

Il microcredito è rivolto non solo ai soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico (il cosiddetto “microcredito sociale”) ma anche a coloro, in particolare giovani, donne, disoccupati, immigrati, ecc., che intendono avviare o potenziare un’attività di microimpresa o di lavoro autonomo e che hanno difficoltà di accesso al credito bancario (il cosiddetto “microcredito imprenditoriale”). 

Chi può ottenere il finanziamento?

Lavoratori autonomi (professionisti iscritti o non iscritti agli ordini) o imprese individuali, titolari di partita IVA da non più di 5 anni e con massimo cinque dipendenti;

Società di persone, s.r.l. semplificate, società cooperative titolari di partita IVA da non più di 5 anni e con massimo dieci dipendenti.


Come puoi utilizzare il finanziamento?


Acquisto di beni o servizi direttamente connessi all’attività svolta (compreso il pagamento dei canoni di leasing, il micro leasing finanziario e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative);

Retribuzioni di nuovi dipendenti o soci lavoratori;

Sostenimento dei costi per corsi di formazione aziendale.

…E LA “ GENERAZIONE NEET “

Li chiamano, con un acronimo inglese, Neet. Sono i giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti a scuola né all'università, che non lavorano e che nemmeno seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale. "Not in Education, Employment or Training". Nel nostro Paese sono oltre due milioni, il 21,2 per cento della popolazione nazionale di riferimento: un esercito immobile di nuovi analfabeti lavorativi. Che ha perso il treno dell'istruzione, che scivola verso i confini del mercato occupazionale, che rischia di non contribuire mai al sistema previdenziale. E pesa come un macigno sulla ripresa economica italiana. «È forza lavoro che sarebbe molto utile alle imprese in un momento come questo di uscita dalla crisi - è la sintesi fatta dai principali commentatori - ma che resta inattiva, espulsa dai percorsi formativi e che contemporaneamente non riesce a entrare nel mondo del lavoro.

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